Storia di Serravalle

Cenni storici e Curiosità *

Un primo nome di Serravalle era “Olnano”. L’origine del nome “Olnano” non si conosce bene, forse deriva dal nome di un vecchio proprietario dei terreni della zona, oppure dal tipo di piante che crescevano lungo il torrente “Ausa”. La prima volta che troviamo un documento con il vocabolo “Serravalle” (Serravallum) è in un diploma di Ottone 1° del 15 agosto 962.

Antico insediamento romano, nel 1114 il Castello apparteneva alla Chiesa Riminese; successivamente passò a Berardo da Maiolo, al Comune di Rimini, al Vicariato di Santarcangelo, alla Santa Sede, quindi ai Malatesti e nel 1463 a San Marino.

Particolarmente suggestivo è il nucleo storico di Serravalle, oculatamente restaurato su quello che era l'antico fortilizio malatestiano, anche se ben poco rimane delle originarie mura ed edifici. L'alto torrione quadrangolare, o Torre del Mastio, oggi adibita a torre campanaria, conserva comunque ancora tracce dell'antica struttura. Le stradicciole e le mura fedeli alle antiche architetture medievali, creano una dimensione urbanistica indubbiamente peculiare.

La prima Chiesa Curata di Serravalle, - Curazia di Santa Cristina, Diocesi di Rimini, Vicariatodi Sant’Arcangelo, e di Verucchio in seguito, dedicata a Sant’Andrea Apostolo, - risale all’anno 1100 circa; si fa menzione in una Bolla di Papa Lucio II il 21 Maggio 1144. Una fu costruita poco dopo, in località Sant'Andrea poco sopra i Casetti, posta sul Podere della stessa chiesa Sant'Andrea. A destra della chiesa stessa esisteva il primo Cimitero. Forse l’edificio di questa prima chiesa è stato rifatto più volte nei secoli. La zona, pur ricca di querce, era abbastanza franosa, tanto che la strada calava e il Fabbricato Chiesa pativa. Alla fine dell’Ottocento, la strada è stata spostata a destra della chiesa, invadendo il Cimitero. Il nuovo Cimitero risale al 1855, anno del Colera. La vecchia chiesa di Sant’Andrea Apostolo cadde definitivamente nel 1905. Si conservarono i resti, pietre e coppi, che poi vennero impiegati nella costruzione della Grotta della Madonna di Lourdes nel 1924 dentro la nuova chiesa. Nell'abside dell'attuale chiesa si conserva "La Madonna del latte": opera eseguita all’inizio del XV secolo dal pittore Bitino di Faenza. L’affresco originariamente faceva parte di un dipinto murale più grande e si trovava nell’antica chiesa del Castello (la seconda chiesa di Serravalle, la “Santa Maria” , o “Oratorio comunale”, cioè amministrata dal Comune che se ne serviva anche come sala pubblica) che venne abbattuta perché divenuta decrepita e insufficiente, nel 1826. Era ubicato al posto dell’attuale Condominio Morri, proprio in mezzo al Paese di fronte a quella attuale edificata nel 1824 (la terza chiesa di Serravalle) nata come oratorio comunale intitolata al “Nome Santissimo di Maria”. Ancora oggi non siamo sicuri del nome dell’Architetto. Forse, il Geometra Nicola Berzanti, pt Antonio, di Rimini, che in quegli anni lavorava a San Marino presso l’Ufficio del Catasto. Da notare che contrariamente a quanto scritto da alcuni autori, i terreni sui quali è sorta non contenevano alcun “sperone” delle mura del Castello, ma erano proprietà private di Francesco Belluzzi (Casa con mulino dell’olio), di Agostino Staccoli (Orto) e piccola parte del Comune di Serravalle (Grèppa). Il Parroco di allora era Don Vincenzo Belluzzi, sammarinese di Città. Al Parroco era stato destinato dal Comune il solo uso dell’Altare del Crocefisso per le Funzioni Religiose. Questo per molti anni. Solo dopo il deperimento quasi totale della Chiesa Parrocchiale Santa Maria fu permesso ai Parroci di usare l’intero edificio, infatti l'attuale Chiesa assunse il Titolo di Chiesa Parrocchiale solo nel 1914 per libera concessione del Comune e prese il nome di Sant’Andrea Apostolo. La sacra immagine di Sant’Andrea sostituì quella di S. Gaudenzio patrono della diocesi di Rimini. Dopo il 1924 fu costruita anche le Casa Canonica. Circa un secolo fa la "Madonna del latte" venne ridipinta nella Madonna con il Bambino, forse per valorizzarla, con colori più vivi, ma il risultato fu modesto, anzi, pessimo, secondo il giudizio degli esperti. Grazie alla tenacia dell'ex parroco di Serravalle Don Peppino - che anni addietro chiese il sopralluogo sull’opera del Centro Restauri del Museo di Stato - si scoprì l’esistenza dell’affresco quattrocentesco originale e si procedette con i lavori di ripulitura e di restauro che hanno consentito di restituire la "Madonna del latte" ai fedeli, nel suo originale splendore. Storicamente Serravalle divenne Parrocchia nel 1707, prima era Curazia; sempre Diocesi di Rimini e Vicariato di Verucchio. I tre Castelli acquisiti da San Marino nel 1463 (Serravalle, Faetano e Mentegiardino) divennero Diocesi di San Marino-Montefeltro nel 1977. Oggi, la Repubblica di San Marino è Vicariato a sé.

La festa parrocchiale cade la prima domenica di Ottobre.

Parlando di “Accenni storici “ di Serravalle non si può dimenticare il CASONE.

Il Casone è sempre stata la casa del “Comune”. Si può dire che è sempre esistita da quando esiste il “Castello”. All’inizio era un fabbricato a capanna di un solo piano e un solo ambiente. Sempre allo stesso posto, vicino al “Maschio” o “Torre” e oggi “Campanile”. Il Casone, era l’unico ambiente pubblico. Dopo le Chiese. Il fabbricato è caduto e rifatto decine di volte. Ultimamente era di due piani e nel piano terra ospitava il Mattatoio. I rifiuti del Mattatoio che non erano molti si gettavano sotto le mura del Castello dove esisteva una cosi detta “Fossa” che serviva da discarica per tutto l’abitato. Il Casone è servito a tutti gli usi, a seconda delle necessità del momento: Sede del Comune, Sala per il Consiglio Comunale, Rifugio per famiglie disastrate, per Vedove Persone sole, per Negozio momentaneo, o Cantina, per Caserma, Prigione e Deposito momentaneo di ogni genere, infine Aula scolastica, Sede della Banda e sala da Ballo. Oggi il fabbricato é nuovo, moderno e si chiama “Casa del Castello”. Ospita ancora La Banda o Concerto di Serravalle. L’edificio è degli anni 1950.

Un'altra cosa simpatica da ricordare è l’esistenza, sempre nell’interno dell’abitato del Castello, della “Conserva”: un “Pozzo” poco frofondo, 6-7 metri circa. Secco, cioè, senza acqua. Serviva quale ambiente refrigerante per Carni, Medicine e Ghiaccio per necessità urgenti. Consisteva in un deposito di neve e paglia, posti a strati orizzontali. Non ere piena e si usava per scendere dentro una scaletta a pioli. Era coperta da un capuccio a forma di Iglo formato da rami e paglia, con una piccola entrata laterale, che si teneva ben chiusa. Si eleggeva un custode che nella stagione invernale provvedeva al rinnovo delle neve e della paglia.

Piazza Giovanni Bertoldi, dedicata al francescano serravallese (nato intorno al 1350) che tradusse la Divina Commedia in Latino durante il Concilio di Costanza nel 1417. A lato della piazza si può ammirare una fontana in trachite di Viterbo (dono della Cassa di Risparmio di San Marino), con sei putti bronzei realizzata da Canzio Bardozzi nel 1987, così come il busto in bronzo dedicato a G. Bertoldi.

Di particolare importanza La Congregazione dell’Ospedale.

Fin dal 1300 esisteva in Serravalle una ”Opera pia di carità”: in seguito venne chiamata “Ospedale Serravalle” dal fatto che ospitava anche viandanti e bisognosi del luogo. Divenne un’Opera importante per il Castello. Castello e Chiesa la sostenevano volentieri e di comune accordo. Acquistò interesse e divenne destinataria di vari beni anche materiali. Ereditò case e terreni. Non aveva una sede fissa, si serviva di ambienti donati o presi a nolo. Funzionava spesso come ambulatorio e raccoglieva neonati abbandonati che provvedeva di trasportare all’Orfanatrofio di Rimini. Si amministrava da sola tramite due Priori che venivano eletti ogni anno dal Comune. Con l’istituzione dell'Istituto di Sicurezza Sociale (I.S.S.) divenne Congregazione di Serravalle e acquistò la Colonia di Chiusi della Verna. Colonia che diresse sempre il nostro Mons. Giuseppe Innocentini. La Congregazione esiste tutt’oggi.


Nella stessa piazza si erge il Complesso della Scuola Media inaugurata nell'anno 1982. Progetto dell'Arch.Marino Bonizzato e Angelo Semprini, rappresenta con la sua struttura, le difficoltà che gli studenti dovranno affrontare per crescere. L'edificio scolastico ha una struttura complessa realizzata su più livelli. I piani interni sono caratterizzati da colori diversi della pavimentazione. Nella struttura è presente la Sala Polivalente - auditorium Little Tony, un fiore all'occhiello di Serravalle, da alcuni anni in gestione alla Giunta di Castello.

Il Castello di Serravalle è attraversato dalla superstrada Rimini-San Marino, la più importante arteria della Repubblica, inaugurata nel 1965. Dogana delimita il principale confine fra Italia e San Marino anche attraverso un monumentale portale in acciaio, a foggia di pontile, progettata dall'Arch. Giancarlo De Carlo e realizzato nel 1996. Tale località, caratterizzata da una forte concentrazione urbanistica, sia residenziale che commerciale, un tempo era solo un piccolo borgo rurale; quasi tutto il terreno agricolo apparteneva, a quei tempi, ai Conti Manzoni-Borghesi, la cui ampia e prestigiosa villa con parco, guardava sulla strada principale; residenza di campagna di una nobile famiglia sammarinese il cui capostipite è il famoso umanista e numismatico Bartolomeo Borghesi (1781-1860). La Villa e le vaste proprietà che la circondavano, originariamente proprietà della facoltosa famiglia Staccoli di Urbino, è entrata a far parte del patrimonio della famiglia Borghesi quando Teresa Staccoli sposò il figlio adottivo di Bartolomeo Borghesi. Alla loro morte la Villa è stata ereditata dal nipote Agostino Bartolomeo Manzoni-Borghesi.
Da questa casa, il cui nucleo più antico risale al XVII secolo, i Conti Manzoni-Borghesi gestivano le vaste proprietà terriere circostanti e qui confluivano nel corso dell’anno i diversi raccolti. La struttura ha conservato per secoli una fisionomia eminentemente rurale e solo all’inizio del XX secolo è stata abbellita con la creazione dell’attuale facciata con scalone d’accesso al piano nobile e sormontata dall’elegante balaustra in pietra.
Gli ultimi discendenti della famiglia ad abitare la Villa furono il Conte Nicola Manzoni Borghesi e sua moglie, la Contessa Giuseppina Gardini. Furono loro che – nei primi anni 90 – cedettero la proprietà del complesso di Villa Manzoni, comprendente anche le scuderie ed il parco, all’allora Cassa Rurale di Faetano conservando tuttavia l’usufrutto della Villa. L’incarico di ristrutturare le antiche scuderie adiacenti per trasformarle in agenzia bancaria fu affidato all’Arch. Giancarlo De Carlo. La nuova agenzia fu inaugurata il 29 marzo 1998.
Dieci anni più tardi la Cassa Rurale – divenuta nel frattempo Banca di San Marino Spa – entra nel pieno possesso della Villa e la cede alla propria fondazione, l’Ente Cassa di Faetano, che ne avvia la risistemazione per destinarla a sede di iniziative artistiche e culturali. Il delicato lavoro di restauro è diretto dall’Architetto sammarinese Mirco Semprini secondo i canoni di un restauro conservativo evitando però di scendere nella conservazione passiva ma rendendo la struttura idonea alle nuove funzioni senza comprometterne il fascino (inaugurata il 23 Novembre 2013).

La Chiesa di Dogana è dedicata a S. Maria AUsiliatrice e fu aperta al culto nel 1965 (opera del Geom. Aldo Busignani), mentre il campanile, alto 33 metri, venne inaugurato nel 1976. La festa parrocchiale cade la quarta domenica di Maggio.

In Piazza Tini troviamo il "Teatro Nuovo", il principale spazio teatrale di San Marino: ogni anno il calendario delle rappresentazioni è denso e prestigioso, ospitando le più rinomate compagnia teatrali internazionali.

A Dogana, un tempo, era ubicata la prima stazione ferroviaria in territorio sammarinese del tratto Rimini-San Marino, fortemente voluta da Benito Mussolini. I lavori ebbero inizio il 3 Dicembre 1928 dopo che fu stipulata la convenzione italo-sammarinese del 26 Marzo 1927. Ci vollero 3.000 operai attivi per 8 ore al giorno per permettere l'inaugurazione il 12 Giugno 1931. La ferrovia Rimini-San Marino a trazione elettrica, fu in quel periodo universalmente riconosciuta come un capolavoro di tecnica e di ingegnosità, visto che tratti come Venezia-Milano e Bologna-Ancona, funzionavano a vapore. Aveva una lunghezza di circa 32 chilometri e, partendo da Rimini, arrivava alla Città di San Marino, a quota 643 metri s.l.m., in 53 minuti. Lungo il suo percorso incontrava 17 gallerie, tre ponti, tre viadotti, un cavalcavia, un sottovia. Danneggiata dai bombardamenti inglesi del 26 Giugno 1944, la linea non fu più ripristinata e le strutture furono gradatamente smantellate, tranne gli edifici che fungevano da stazioni.
Ora su parte del percorso si sviluppano parchi pubblici (Parco Ausa - Dogana e Parco Laiala - Serravalle) . Da tanti anni è in corso un progetto di recupero della linea, attraverso la costruzione di un percorso ciclo-pedonale che congiunga Dogana con San Marino città.

Il Castello di Serravalle, ha sicuramente le più vaste concentrazioni industriali ed artigianali della Repubblica, insediate principalmente nella località di Galazzano, Ciarulla e Rovereta.

Falciano, l'altra vasta località del Castello di Serravalle, è al contrario, in buona parte una zona a caratteristiche prettamente rurali: dalla documentazione redatta dai monaci benedettini nel millequattrocento, si evince che vasti appezzamenti delle terre di Falciano erano destinati alla coltivazione di ulivi (anche a memoria di questa coltivazione oggi si erge il Parco degli Ulivi). Successivi documenti risalenti al 1682 confermano in Falciano coltivazioni di cereali, ulivi, vigne e altro.

La Parrocchia di Falciano è qui dedicata a S. Pietro Apostolo e nel 1669 era solamente oratorio; il 24 Aprile 1890 la chiesa assume la qualifica di Vicaria Curata. Nel 1957 venne innalzato un nuovo campanile, e negli ultimi anni una lodevole opera di ristrutturazione dell'edificio nella sua interezza. La festa della Parrocchia onora la Madonna Addolorata e cade la terza domenica di Settembre.

Il Castello di Serravalle, possiede il più vasto ed attrezzato villaggio sportivo della Repubblica: il suo Stadio ospita la squadra di Calcio del San Marino. a cui si affianca il maestoso edificio polifunzionale "Multieventi Sport Domus" (1998). Al suo interno troviamo la piscina olimpionica e la palestra multidisciplinare. Caratteristica dell'edificio è proprio la polifunzionalità (sale riunioni, ampi locali, bar e punto ristoro) in cui si alternano concerti musicali, mostre, mercatini, e grossi momenti conviviali.


*Tratto dal volume: "Il Castello di Serravalle" testi di Primo Pesaresiintegrazioni a cura di Lino Guidi

DALLE GUALDARIE ALLE COMUNITA' LOCALI*

L’assetto e le funzioni attuali delle Giunte di Castello sono il frutto di una lunga evoluzione durata secoli. Si possono ricostruire le tappe di questo cammino, a partire dagli Statuti del XIII secolo, attraverso le Leggi che si sono succedute, dal 1925 fino all’ultima del 2020, che ne hanno via via precisato e modificato le competenze e le modalità di elezione. Ogni legge è stata come un cartina al tornasole della evoluzione della società.

  • IL XIII SECOLO

  • IL XV SECOLO

  • 25 Marzo 1906 (L'ARÉNGO) °

  • 16 MARZO 1925

  • 17 NOVEMBRE 1945

  • 25 OTTOBRE 1973

  • 30 NOVEMBRE 1979

  • 10 NOVEMBRE 1988

  • 24 FEBBRAIO 1994

  • 10 OTTOBRE 2002

  • 27 SETTEMBRE 2013

  • 24 SETTEMBRE 2020

  • CURIOSITA’

  • BIBLIOGRAFIA

* Il testo è interamente tratto dalla omonima pubblicazione di Clara Bastianelli° integrazione di Lino Guidi

IL XIII SECOLO

LA PRIMA SUDDIVISIONE DEL TERRITORIO

Alla fine del XIII secolo il territorio di San Marino era diviso in 10 Gualdarie, zone coperte quasi interamente di boschi (la radicale “guald” deriva da “waldâ”, termine tedesco che significa “bosco”). Tali Gualdarie avevano una estensione che andava da un minimo di 150 ettari di superficie ad un massimo di 650, per un totale di 2.520 ettari, pari a circa 26 kmq. Quella era l’estensione del territorio di San Marino come risulta dagli Statuti del 1295 - 1302.

Le Gualdarie erano: Il Castello e le Piagge; Tesano, Montecucco e Castiglione; Casole; San Giovanni sotto le Penne; Sterpeto e Piandavello; Domagnano; Cailungo e Bauti; De Gavigliano (Gaviano) e Submonte.

A ogni Gualdaria erano preposti un Gualdario, o custode dei boschi, ed un Estimatore. Il Gualdario aveva anche il compito di curare il rispetto della legge nelle contrade e negli abitati della sua zona ed aveva funzione di giudice conciliatore, in quanto, nel caso di danni causati alle proprietà fondiarie – all’epoca dovuti per lo più a sconfinamento di bestiame a pascolo - , doveva fare il primo tentativo di concordare le indennità dovute dal danneggiatore al danneggiato (previa stima dell’entità del danno fatta dall’Estimatore).

La nomina dei Gualdari spettava ad uno dei Capitani Reggenti. Entro 15 giorni dalla sua investitura egli eleggeva due Nominatori che a loro volta sceglievano un Gualdario ed un Estimatore per ogni zona per la durata di un semestre.

La suddivisione del territorio in Gualdarie, conosciuta da San Marino nel XIII secolo, aveva scopi pratici di tutela del patrimonio naturale e delle proprietà rurali, di boschi, vigneti, pascoli e corsi d'acqua, e di mantenimento dell’ordine pubblico, in un periodo in cui la definizione dei confini fra i diversi fondi doveva essere molto poco precisa, la popolazione era scarsa ed i mezzi di trasporto e di comunicazione non erano diffusi né veloci.

Non si trattava ancora di una gestione del territorio a fini amministrativi e di coordinamento fra centri diversi aventi ognuno una propria identità e coesione interna costituita da interessi comuni.

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IL XV SECOLO

I PRIMI TRE CASTELLI

Nel 1463, in seguito all’ultima guerra combattuta e vinta contro i Malatesta di Rimini, San Marino raggiunse il suo massimo e definitivo ampliamento territoriale entrando in possesso di tre Castelli: Serravalle, Montegiardino e Faetano, con le relative corti e giurisdizioni. Questi Castelli già sotto i Malatesta avevano goduto di una certa autonomia amministrativa, infatti avevano propri Statuti ed erano retti ciascuno da un Arengo presieduto da un Capitano. San Marino mantenne ai tre Castelli le loro antiche prerogative. Negli Statuti del 1600 sono indicati ancora come Comuni e sono precisate le modalità di elezione dei Capitani. Questi erano estratti a sorte dalla Reggenza ogni semestre tra i notai e i laureati in legge.

25 Marzo 1906 (L'ARÉNGO)

Noi serravallesi dovremmo festeggiare il 25 marzo doppiamente. Per noi L’Aréngo fu una liberazione, poiché fino ad allora eravamo considerati cittadini di serie B. Così come i cittadini di Faetano e Montegiardino, cioè la parte annessa al Comune del Titano nel 1463. Non godevamo ancora di tutti i diritti dei sammarinesi. In verità una legge del 1875 circa, dava ai Comuni annessi piena appartenenza alla vita pubblica e agli incarichi Pubblici alla pari dei cittadino originali, ma in realtà non avveniva totalmente. Con L’Arengo si passò da uno Stato oligarchico alla democrazia. I serravallesi furono determinanti nella preparazione e nel risultato positivo. Nella preparazione, con convinti e preparati uomini come il Gustavo Babboni e il Moro Morri. Nel risultato, giovò la grande ed entusiastica partecipazione alla grande Assemblea dei Capifamiglia che ne convalidò il numero per la validità dell’Assemblea stessa. Da quel famoso 25 marzo 1906 i serravallesi possono aspirare a qualunque Carica pubblica.

16 MARZO 1925

VENGONO ISTITUITI 10 CASTELLI

I CAPITANI RAPPRESENTANO I REGGENTI

Con regolamento del 16 marzo 1925 il territorio venne diviso in 10 zone alle quali fu data la denominazione di Castello (mutuata da quella in uso per Serravalle, Faetano, Montegiardino). I confini dei dieci Castelli ricalcavano in pratica quelli delle Parrocchie, eccetto Città che era divisa in due zone: la Guaita e la Fratta (Borgo Maggiore). Gli altri Castelli erano: Montale, Fiorentino, Pennarossa (Chiesanuova), Montecerreto (Acquaviva), Torraccia (Domagnano), Serravalle, Faetano, Montegiardino.

A ciascun Castello venne preposto un Capitano con il compito di sorvegliare il buon andamento dei pubblici servizi e la conservazione degli edifici pubblici, delle strade, delle acque e degli altri beni dello Stato. A Serravalle, Faetano, Montegiardino, che avevano ancora servizi e patrimoni comunali, i Capitani conservarono le funzioni di Capi delle rispettive amministrazioni comunali.

I 10 Capitani erano nominati all’inizio di ogni magistratura dai Capitani Reggenti, di cui erano i rappresentanti nei rispettivi Castelli. Potevano essere scelti tra i membri del Consiglio o fra i cittadini residenti nel distretto del Castello. Non potevano rifiutare la carica né dimettersi. Erano rieleggibili. In occasione di ogni Arengo semestrale erano nominati anche i Consiglieri di Serravalle (in numero di 5), Faetano (4) e Montegiardino (2).

Fino all’Arengo del 4 aprile 1943 risultano a verbale le nomine dei tradizionali dieci Capitani di Castello. Il 3 ottobre 1943 risultano solo le nomine dei Capitani e dei Consiglieri dei Castelli di Serravalle, Montegiardino e Faetano. Il 2 aprile 1944 sono aggiunte anche le nomine dei Capitani di Castello di Fiorentino, Domagnano e Chiesanuova. E vengono adottate per la prima volta le denominazioni di Domagnano e Chiesanuova al posto di Torraccia e Pennarossa. La stessa procedura è seguita l’8 ottobre del 44. L’8 aprile del 45 sono elencati nove Castelli, essendo stati accorpati la Guaita e il Montale (Città e Piagge). Viene adottata inoltre una nuova denominazione dei Castelli: Borgo per la Fratta; Fiorentino per Pennarossa (per un errore del verbalizzante, poiché Pennarossa aveva già assunto la denominazione di Chiesanuova), Acquaviva per Montecerreto e Domagnano per Torraccia.

17 NOVEMBRE 1945

L’ORGANO DIVENTA COLLEGIALE ED ASSUME COMPITI E FISIONOMIA PRETTAMENTE AMMINISTRATIVI.

Il 17 novembre 1945 l’istituto fu trasformato in collegiale con la creazione delle Giunte Ausiliarie. Scopo della Legge era corrispondere alle nuove esigenze pubbliche di carattere locale attraverso la formazione di un organo esecutivo in piena corrispondenza con le autorità centrali.

La Giunta Ausiliaria era scelta dal Congresso di Stato. La nomina veniva proclamata dai Capitani Reggenti in sede di Arengo semestrale. I membri dovevano essere scelti di preferenza tra i consiglieri e restavano in carica un anno (dal 1 aprile al 31 marzo dell’anno successivo). La Giunta Ausiliaria era in diretta dipendenza dal Congresso di Stato e dai singoli Deputati nell’ambito delle mansioni pertinenti ad ogni Dicastero. Nei Castelli di Serravalle, Faetano e Montegiardino la Giunta Ausiliaria si identificò con la amministrazione già costituita per la cura dei beni patrimoniali e dei servizi del luogo.

Nei Centri di Acquaviva, Domagnano, Fiorentino la Giunta era costituita da tre membri, in Città e Borgo da cinque membri.

La legge del 45 abolì in toto quella del 25. In essa non sono più menzionati i Capitani di Castello, ma è prevista la nomina di un Delegato all’interno di ogni Giunta, scelto dai suoi componenti a presiederla e coordinarne gli adempimenti. I Delegati della Giunta ausiliaria di Serravalle, Faetano e Montegiardino conservano il titolo di Capitano di Castello. La Giunta viene convocata ogni qualvolta occorra. Nella legge sono elencati non dieci distretti ma otto centri urbani e rurali: Serravalle, Faetano, Montegiardino, Acquaviva, Domagnano, Fiorentino, Città e Borgo.

Di fatto, dai verbali delle riunioni dell'Arringo risulta che i Capitani di Castello continuarono ad essere nominati dal Congresso insieme ai membri della Giunta. Inoltre, a verbale sono indicati, diversamente da quanto definito dalla Legge, nove Castelli (compare "Pennarossa", segnata, tra parentesi, come "Chiesanuova").

Le Giunte Ausiliarie, oltre alle funzioni attribuite dagli Statuti ai Conservatori dei pubblici edifici, ai Sovrastanti alle vie e alle acque ed ai Capitani di Castello, di tutela delle cose dello Stato e della popolazione, assunsero il compito di attendere alla esecuzione degli ordini di carattere amministrativo emanati dal Governo e delle disposizioni e dei controlli che riguardano i servizi dell'Annona, dell'Assistenza, della Sanità , dei Lavori Pubblici, della Polizia Urbana e di quant'altro si attiene alle altre attività cittadine. Le Giunte non potevano adottare provvedimenti di propria iniziativa ma potevano proporli agli organi competenti.

L’ultima nomina dei Capitani e delle Giunte Ausiliarie avvenne l’8 aprile 1973. Nell’Arengo del 7 ottobre 1973 la Reggenza lesse il seguente comunicato:

Si informa che essendo prossima la presentazione in seconda lettura avanti il Consiglio Grande e Generale della legge per la riforma delle Giunte di Castello, nella seduta odierna dell’Arengo la Reggenza non procederà alla nomina delle Giunte Ausiliarie. Nell’attesa, per espressa volontà del Consiglio Grande e Generale, restano confermate quelle attualmente in funzione. (La Reggenza) Assicura comunque l’Arengo che sarà sua cura a che ciò venga portato a termine con la più spedita sollecitudine.

25 OTTOBRE 1973

Aumenta il numero dei membri della Giunta che diventa espressione dei gruppi politici presenti in Consiglio. La Giunta esce dalla sfera di influenza dell’esecutivo e diventa rappresentativa in modo indiretto.

Nel 1973 si attua una ulteriore riforma di questi organi della amministrazione decentrata (non si può parlare ancora di amministrazione locale. In ciascuno dei nove Castelli della Repubblica è istituita una Giunta di Castello che elegge al suo interno un Capitano. Il numero dei componenti di ogni Giunta viene aumentato fino a 24 o 15 membri, a seconda che la popolazione residente nel distretto sia superiore o inferiore a 2000 abitanti. La Giunta resta in carica un anno. La carica è incompatibile con quella di Consigliere. I requisiti per essere eletti sono gli stessi richiesti per la elezione nel Consiglio Grande e Generale. La Giunta è costituita su indicazione dei Gruppi Politici presenti in Consiglio in base alla proporzione numerica dei gruppi stessi. E’ un primo passo verso l’allargamento della rappresentatività di questo istituto nei confronti della collettività a cui corrisponde anche un allargamento delle sue funzioni. Scopo della Riforma delle Giunte di Castello del 1973 è infatti realizzare in forma autonoma iniziative ed attività promozionali e di controllo di interesse pubblico e favorire lo sviluppo democratico in ambito locale. Si prefigurano le mansioni e il ruolo che questo organo ha mantenuto fino ad oggi:

* stimolare la partecipazione dei cittadini alla vita politica in ordine sia a problemi particolari del Castello sia a quelli di interesse generale;

* esercitare il controllo sullo svolgimento dei servizi, delle attività e dei lavori pubblici e sull’attuazione del piano di sviluppo del territorio;

* vigilare sulla conservazione dei beni patrimoniali dello Stato in particolare di quelli culturali, archeologici e artistici;

* promuovere iniziative di carattere culturale, sportivo e ricreativo;

* gestire le amministrazioni locali di beni e servizi.

La Giunta non può adottare provvedimenti con forza di legge ma può proporli agli organi competenti. Può presentare petizioni ed interrogazioni al Congresso di Stato ed invitare alle sue sedute rappresentanti del Governo e di altri organi istituzionali perché riferiscano su problemi di interesse generale; può servirsi di organi di informazione di vari enti per pubblicare proposte, osservazioni, documenti. Si prevede uno stanziamento nel Bilancio per il funzionamento delle Giunte e la realizzazione delle loro iniziative la cui amministrazione è affidata direttamente alle Giunte. La Giunta nomina al suo interno un Segretario col compito di redigere il verbale delle sedute. Il Capitano presiede la Giunta, la rappresenta e dà corso alle decisioni adottate. Percepisce un emolumento a titolo di rimborso spese. Non esistono ancora le Case del Castello ma già la legge prevede il reperimento di una sede per ogni Giunta.

30 NOVEMBRE 1979

La Giunta diventa elettiva, organo di democrazia diretta, strumento di gestione autonoma di beni e di interessi collettivi.

Allo scopo di favorire la partecipazione dei cittadini alla vita politica e per una efficiente e moderna funzionalità amministrativa con la Legge 30 novembre 1979 n.75 vengono riformati il sistema di nomina e le attribuzioni delle Giunte. Si attua così il passaggio netto di questo organismo dal centro alla periferia. Ovvero, le Giunte e i Capitani di Castello non sono più un organismo che, direttamente emanato dal potere centrale (dai Reggenti prima, dal Congresso e dal Consiglio poi) lo rappresenta nei vari ambiti locali, ma diventano un organismo che rappresenta gli interessi di ogni entità territoriale nei confronti del governo centrale, con autonomia di gestione di alcune problematiche, di beni e servizi locali. Le Giunte di Castello si configurano quindi come un nuovo interlocutore sulla scena istituzionale.

La principale innovazione introdotta riguarda il sistema di nomina delle Giunte che diventano elettive per consultazione di tutto il corpo elettorale di ogni Castello, a scrutinio di lista con rappresentanza proporzionale.

Le liste dei candidati si presentano sotto il segno dei partiti politici.

Nei distretti con popolazione fino a 2000 abitanti i membri di Giunta sono 15, in quelli più popolosi sono 21. La durata in carica della Giunta è aumentata fino a quattro anni.

La Legge precisa, per la prima volta a chiare lettere, che il territorio della repubblica è suddiviso in nove distretti amministrativi denominati Castelli, che sono: San Marino, Borgo Maggiore, Serravalle, Acquaviva, Chiesanuova, Domagnano, Faetano, Fiorentino e Montegiardino. In ognuno di essi è istituita una Casa del Castello.

Le Giunte di Castello hanno funzioni di carattere deliberativo, consultivo, promozionale, di controllo e di gestione dei servizi locali. Possono deliberare nei limiti delle leggi vigenti, nell’ambito del territorio e della popolazione del Castello; possono svolgere ogni attività ritenuta proficua per la popolazione interessata. Fra le nuove competenze, le più importanti sono: la possibilità di gestire il bilancio della Giunta; esercitare l’iniziativa legislativa con la presentazione di progetti di legge, promuovere i referendum; rilasciare il nulla osta preventivo sulla concessione o il trasferimento di licenze commerciali e artigianali da esercitare nel Castello; esprimere pareri sul bilancio dello Stato.

Le Giunte non possono stabilire rapporti diretti con altri enti o con amministrazioni di altri Stati.

Ogni Giunta elegge al suo interno un Capitano di Castello, che la presiede e che resta in carica per due anni.

Anche il Segretario della Giunta resta in carica per due anni e come il Capitano ha diritto a una retribuzione. I membri della Giunta possono assentarsi dal lavoro per esigenze del loro mandato usufruendo di permessi straordinari.

L’appartenenza ad una Giunta è incompatibile con il mandato consiliare.

10 NOVEMBRE 1988

Ulteriori modifiche alla Legge del 1979.

La Legge del 10 novembre 1988, con l’obiettivo di dare ancora maggiore incisività a questi organi di rappresentanza locale, portò a 5 anni la durata in carica della Giunta e portò da due anni a trenta mesi quella del Capitano di Castello. Inoltre, per rendere più agevoli il lavoro e le decisioni della Giunta, ne ridusse il numero dei componenti portandoli da 21 a 17 nei Castelli con più di 2000 abitanti, da 15 a 11 in quelli con popolazione inferiore. Introdusse le seguenti competenze: facoltà di esprimere pareri sulle istanze d’Arengo che interessano il Castello, segnalare la disponibilità di alloggi sfitti appartenenti allo Stato e fungere in generale da raccordo fra domanda e offerta di abitazioni nella zona di pertinenza; fare eseguire autonomamente piccoli lavori di interesse collettivo nell’ambito del Castello usufruendo di un apposito fondo di bilancio.

24 FEBBRAIO 1994

Dal proporzionale al maggioritario. Il Capitano di Castello è eletto direttamente dai cittadini residenti nel Castello.

L’evoluzione delle Giunte di Castello, organi dell’amministrazione locale, ha una tappa fondamentale nella Legge del 24 febbraio 1994 n.22, tuttora in vigore.

Il numero dei membri della Giunta è ulteriormente ridotto a nove nei Castelli con popolazione superiore a 2000 abitanti, a sette in quelli con popolazione di numero inferiore. Essi hanno diritto ad ottenere un gettone di presenza ogni volta che si riuniscono.

La più importante innovazione introdotta riguarda il sistema di elezione della Giunte e dei Capitani di Castello, la presentazione delle candidature e la formazione delle liste.

* Il Capitano di Castello non è più eletto dalla Giunta ma è anch’esso eletto direttamente dai cittadini insieme ai membri della Giunta. La sua carica dura 5 anni.

* Qualunque cittadino, purché in possesso dei requisiti di legge, può autocandidarsi alle cariche di Capitano di Castello o di membro di Giunta.

* Chi si candida come Capitano di Castello deve formare una lista (di cui è il capolista) di candidati a membri di Giunta. La lista deve ottenere, da parte degli elettori residenti nel Castello interessato, almeno 20 sottoscrizioni (se la popolazione è inferiore a 2000 abitanti) o 40 (se la popolazione è pari o superiore a 2000 abitanti).

* Ogni lista, entro i 25 giorni precedenti la data delle elezioni, deve presentare il proprio programma.

* Il Sistema elettorale adottato è il maggioritario puro con premio di maggioranza, misto al proporzionale.

* In sede di voto, l’elettore, dopo aver scelto il Candidato a Capitano di Castello, ha facoltà di dare la preferenza a due candidati a membri di Giunta, appartenenti alla lista del Capitano di Castello prescelto.

* E’ eletto il Capitano di Castello che ha ottenuto il maggior numero di voti. Alla sua lista sono attribuiti sei o cinque seggi, compreso quello del Capitano, a seconda che il Castello abbia popolazione superiore o inferiore a 2000 abitanti, anche se la percentuale dei voti ottenuti è inferiore al 60%. Se tale percentuale è superiore, alla lista è attribuito un numero di seggi pari alla percentuale dei voti validi ottenuti. I restanti seggi sono ripartiti proporzionalmente fra le altre liste secondo il metodo DHont.

* Le elezioni sono valide anche se si presenta un’unica lista, purché abbia votato almeno il 50% del corpo elettorale del Castello e la lista abbia ottenuto più del 50% dei voti validi espressi. Ponendo tale percentuale di sbarramento, il legislatore ha inteso legittimare la rappresentatività della lista in rapporto alla popolazione del Castello.

Alla riforma del sistema elettorale consegue una riforma delle competenze di questi organi, tra cui spicca in particolare l’attribuzione al Capitano di maggiore autonomia e di alcune funzioni proprie dell’amministrazione statale. Egli ha il diritto di partecipare alla commissione urbanistica e può celebrare matrimoni civili. Anche i compiti delle Giunte risultano rafforzati: ad esempio, ora possono stabilire rapporti diretti con enti ed amministrazioni di altri Stati (previo nulla osta congiunto della Segreteria di Stato Affari Esteri e del Dicastero ai Rapporti con le Giunte) e possono intervenire in materia di tutela ambientale.

10 OTTOBRE 2002

Modifiche alla Legge del 1994 Maggiore stabilità per le amministrazioni locali

La Legge n.22 del 1994 viene modificata negli artt. 5 e 9 con la Legge n.97 del 2002.

La nuova normativa prevede che, in caso di dimissioni, decadenza o morte del Capitano di Castello, non si vada più alle elezioni, ma si proceda alla sua sostituzione con il Consigliere di Giunta appartenente alla lista del Capitano, che ha ottenuto il maggior numero di voti.

In caso di dimissioni, decadenza o morte dei Consiglieri di Giunta eletti, il Capitano procede alla sostituzione con il candidato che, nella medesima lista, segue immediatamente per numero di voti.

E’ invariata la rinnovabilità totale della Giunta tramite consultazioni elettorali qualora perda la metà più uno dei suoi componenti o sia esaurita la graduatoria dei non eletti.

Inoltre, pur restando ferma la incompatibilità fra la carica di Capitano di Castello o di membro di Giunta con il mandato di membro del Consiglio Grande e Generale, la nuova normativa introduce la facoltà , per chi ricopra una di queste cariche, di candidarsi quale membro dell’altro organismo elettivo, purché, se eletto, opti per uno dei due mandati (politico o amministrativo) nel termine di quindici giorni dall’ultima elezione.

CURIOSITA'

I CASTELLI NEL XV SECOLO

Col termine di Castello (che non ha di per sé significato in diritto) si indicava allora concretamente il fortilizio in cui aveva sede l’amministrazione del Comune e che costituiva il presidio difensivo della sua autonomia. Il Castello era quindi il referente degli interessi della comunità che vi ruotava attorno e ne rappresentava la identità . E’ da qui, da questi Castelli, il primo emblema di autonomia amministrativa, che ha tratto origine l’istituto che noi oggi conosciamo, con la sua denominazione, le sue prerogative e le sue funzioni.

IL CLERO NELLE ISTITUZIONI LOCALI

Nei verbali dell’Arringo del 5 aprile 1942 figura per due semestri di seguito un Don Giuseppe Guidi Capitano di Castello di Fiorentino.

LA DONNA NELLE GIUNTE AUSILIARIE

I membri della Giunta dovevano essere scelti di preferenza fra i Consiglieri, ma non vi erano limitazioni, tanto che per molti anni di seguito furono nominate a far parte di questo organismo anche le donne. E questo con un anticipo di 13 anni sulla legge che riconobbe loro il diritto al voto (L. 23 dicembre 1958. Tale diritto fu esercitato per la prima volta nel 1964.) e 29 anni prima che ad esse fosse riconosciuto il diritto all’elettorato passivo, cioè il diritto ad essere elette nel Consiglio Grande e Generale, a cui si arrivò solo nel 1973** (Legge 10 settembre 1973 n.29 Parificazione dei diritti della donna). La prima volta in cui nei verbali dell’Arringo viene fatta menzione di una comunicazione della Reggenza circa i nominativi dei membri della Giunta Ausiliaria di ogni Castello è in data 7 aprile 1946. Tra tutti i membri si notano anche i nomi di Bice Franciosi nella Giunta di Città ; Lea Giacomini in quella di Borgo; Maria Para in quella di Serravalle. Seguiranno, nei semestri successivi, Lea Carlin a Borgo; Maria Pasolini, Anna Maria e Antonia Giulianelli, Antonia Zafferani a Serravalle, Giulia Casadei a Faetano. E poi nel 1955, nella Guaita, Anita Amati in Giacomini, a cui seguiranno Anna Amati in Pedini, e, nel 1957, Clara Boscaglia. Nel 1959 a Serravalle c’è Natalina Moroncelli; nel 1962 a Fiorentino Ivana Ugolini. A Montegiardino Alceste Preda vedova Ferri; nel 1964 nella Giunta della Guaita sono nominate Antonietta Bonelli di Graziano e Assunta Masi, in quella della Fratta c’è Irma Giri. Seguono ancora nel 1965 Maria Piatto vedova Tonnini per Fiorentino; nel 1966 Marisa Stefanelli per la Fratta; nel 1967 Norina Bacciocchi per Domagnano. Dal 1967 nessuna donna risulta più nominata fino al 1973, anno in cui si trova di nuovo il nome di Clara Boscaglia. Molte di loro furono più volte confermate, come la Franciosi, la Giacomini, le Giulianelli, etc. soprattutto nei primi anni dopo l’istituzione delle Giunte Ausiliarie. Gli unici anni in cui la presenza delle donne fu abbastanza significativa. Si andò infatti diradando sempre più con l’avvicinarsi degli anni sessanta.

** Le prime donne ad essere elette Consiglieri furono, nel 1974, Clara Boscaglia, Fausta Morganti e Anna Maria Casali. Clara Boscaglia nello stesso anno entrò a far parte del Congresso di Stato. Sette anni dopo, nel 1981, per la prima volta una donna, Lea Pedini, fu nominata Capitano Reggente.

IL DICASTERO AI RAPPORTI CON LE GIUNTE DI CASTELLO

Nel 1974 viene istituito il Dicastero ai Rapporti con le Giunte di Castello. Il Congresso di Stato, nella riunione di insediamento che tenne il 13 novembre 1974 (due mesi dopo lo svolgimento delle elezioni politiche) al momento della attribuzione dei Dicasteri assegnò al Deputato alla Sicurezza Sociale anche il Dicastero ai Rapporti con le Giunte.

LE PRIME ELEZIONI NEI CASTELLI

Il 25 maggio 1980 si svolsero le prime elezioni nei Castelli.

LA PRIMA ELEZIONE DIRETTA DEI CAPITANI DI CASTELLO

Il 12 giugno 1994 i cittadini residenti nei nove Castelli della Repubblica sono stati chiamati a votare per eleggere le Giunte per la quarta volta da quando nel 1979 le Giunte sono diventate elettive. Hanno eletto invece i Capitani di Castello per la prima volta.

BIBLIOGRAFIA

Gino Zani, Il territorio ed il Castello di San Marino attraverso i secoli, F.lli Lega Editori, Faenza, 1981.

Renzo Bonelli, Gli organi dei poteri pubblici nell'ordinamento della Repubblica di San Marino, A.T.E., Rep. San Marino, 1984.

Francesco Balsimelli, Elementi di diritto pubblico sammarinese, G.P.E., San Marino, 1966.

Dip. Affari Interni (a cura di), Bollettino Ufficiale della Repubblica di San Marino, Segreteria di Stato Affari Interni (le annualità relative alle Leggi citate).

Verbali dell’Arringo Semestrale dal 1942, Segreteria di Stato per gli Affari Interni, Repubblica di San Marino.

Clara Bastianelli, Elezioni a San Marino dal 1906 al 1998, Dip. Affari Interni, San Marino, 1998.

Clara Bastianelli, Dalle Gualdarie alle Comunità Locali, Dip. Affari Iterni, 1993

Primo Pesaresi (a cura di), I Capitani di Castello, AIEP Editore, R.S.M., 2000.

Il materiale di questa pagina è stato preso dal sito www.elezioni.sm con aggiunte di Lino Guidi